Gli scontri in nome di Dio

Nel periodo delle guerre di religione San Restituto fu talvolta adibita a edificio per difesa e uso militare.

Nel 1574 gli scontri tra cattolici e protestanti causarono gravi danni alla chiesa. Nel giugno 1692 subì anche un saccheggio.

Nel corso del tempo restò segno tangibile di devozione popolare a sfidare le stagioni e l’evoluzione della storia.

Imponente e scomoda

La chiesa cimiteriale si trova distante dall’abitato del comune di Sauze di Sauze dna, in alta Valle di Susa, in provincia di Torino e al confine con la Francia.

La costruzione è imponente. Si innalza maestosa in una posizione strategica e suggestiva. Il sito è scomodo, si tratta di un balcone naturale in pendenza e caratterizzato da una abbondante sorgiva. Trovandosi in una posizione mediana tra gli allora comuni di Sauze di Cesana, Champlas du Col e Rollieres, nel corso del tempo, pur essendo il suo santo titolare della parrocchia di Sauze, fu considerata chiesa al servizio delle tre comunità.

C’è chi ritiene che questa destinazione sia tardiva e sia ripetuta di documento in documento senza prendere sufficiente coscienza dell’origine di questa chiesa.

La ferita negli anni del boom economico

Nel 1962 Sauze di Cesana subì un gravissimo incendio che distrusse molte abitazioni. Fu un evento di enormi proporzioni che provocò la distruzione stessa della comunità che per la maggior parte si disperse nei luoghi già noti della diaspora a Torino e nel sud della Francia. Circostanze particolari portarono alla distruzione radicale del paese.

Nella popolazione ci fu sempre un certo pudore nel rievocare i giorni dell’incendio cosi che dopo la commozione iniziale che portò in loco quattordici case ricovero nessuno ebbe cura di ricostruire quei giorni.

Solo nel 2012, nel cinquantesimo anniversario la parrocchia curò un numero speciale del Bollettino parrocchiale come particolare pubblicazione. Non tanto per ricuperare la nuda memoria storica ma gli elementi positivi che nonostante tutto erano rimasti dal punto di vista umano come speranza di futuro.

Il cimitero

Il vincolo cimitero-chiesa è così forte che, nella parlata comune dire San Restituto significa chiesa e cimitero insieme oppure, secondo i contesti, o la chiesa o il cimitero.

Infatti il cimitero è per Sauze, uno scrigno di memoria, al punto che, paradossalmente, una delle argomentazioni che giustificavano il restauro era il riferimento ai morti là sepolti: bisognava restaurare San Restituto in omaggio a quei defunti per cui paradossalmente viaggiava l’espressione “i morti fanno vivere la loro chiesa”.

La cosa pare così vera che l’ultimo atto che ha definitivamente chiuso la lunga opera di restauro è stata rivolta a loro. i muri di recinzione che delimitano l’area cimiteriale erano molto malridotti. Si è provveduto a metterli in sesto procurando però che fossero ricoperti in tutta la loro estensione da lose adeguate.

Dato che era l’ultima opera fu coinvolta tutta la popolazione e non c’è da stupirsi se ci fu un coro di approvazione e partecipazione.