Fedeltà e coraggio
Il fondamento certo è la fedeltà del soldato romano al Signore Gesù consumata nel martirio con determinazione, in una scelta di fede irrevocabile.
San Restituto diviene simbolo di fedeltà e di coraggio.
Nel giorno della festa del 29 maggio, quando viene portato in processione da giovani uomini del paese, è rappresentato a cavallo raffigurato in una statua di scarso pregio ma di grande valore simbolico: forza e energia maschile che confluiscono in fede virile.
Le reliquie del santo patrono, custodite in una teca preziosa, sono state trafugate negli anni successivi all’incendio del paese del 1962.
Paure e speranze
Quel gesto ha segnato la fine del rito del bacio delle reliquie riservato al giorno della festa. La popolazione, smarrita e dispersa per il paese che non c’è più, si è trovata depredata di un potente gesto simbolico: il bacio di uomini, donne, bambini alle reliquie del santo del coraggio, del santo che libera dalla paura.
Se le paure sono tante nella vita – ognuno, grande o piccino ha le sue, sovrana delle paure la morte – il popolo disperso, senza casa e senza santo, si è sentito ancora più solo. Chiamato a nuova resilienza. A una fede ancora più forte e vivificante.
Fede e tradizione si sono abbracciate in nuove consapevolezze.
Qualcuno dice: San Restituto non ci ha abbandonato. È divenuto patrono del Luogo della Memoria.
